lunedì 8 aprile 2013

IN CASA...A TORINO


Ci si sente a casa a Torino. Non tanto perché Torino è casa mia, "Oltre ad essere la mia città, Torino è anche la mia casa" (Giuseppe Culicchia), ma perché sembra possa essere la casa di tutti. A Torino risiedono infatti persone di tutto il mondo, sono qui rappresentate tutte le regioni italiane e quasi tutte le nazioni mondiali; gli stranieri sono il 15% della popolazione residente (133.869 persone tra i 906.874 residenti nel 2011). I marocchini sono ventimila, solo i residenti che non hanno ancora ottenuto la cittadinanza. Altri 2500 sono quelli già italiani e chissà quanti altri ce ne sono che non sono ancora ufficialmente residenti... Praticamente una città nella città ed è per questo che Torino è tra l'altro la Capitale dei marocchini d'Italia. Essi risiedono preferibilmente nella parte nord, Barriera di Milano, Aurora, con Porta Palazzo, Borgata Vittoria e Madonna di Campagna... Si disperdono poi in tutta la città ma in percentuali decisamente minori. Ed è dunque nella parte nord della città che si può vivere un'esperienza di Marocco: cultura, lingua, incontri, gusti, colori... nel cuore di Torino.
Torino è Casablanca, il mio libro edito da Ananke nell'ottobre del 2012, parla proprio di questo e il mio blog Il Maghreb a Torino vuole aprire il libro a tanti aggiornamenti, informazioni ulteriori, scambi...

Benvenuti dunque a Casablanca, benvenuti a Torino!

PS: una breve nota sui commenti dei visitatori del blog. Affinché siano pubblicati non devono essere anonimi e dovrebbero, per quanto possibile, essere comprensibili! E' un luogo pubblico e per questo è importante la chiarezza. 
Grazie! ;-)
Il blog è costruito come se fosse un sito: l'intento è quello di informare sulla realtà marocchina a Torino e in Italia, aprire orizzonti e fornire elementi a sostegno di chi desidera una società inclusiva e aperta. Ovviamente il progetto non ha fini di lucro e non ha costi, salvo il tempo dedicato.

EVENTI





Moschee aperte a Torino: 11 giugno 2017

Un evento riuscito


Tante moschee hanno aperto le porte (non che fossero chiuse, prima!) ai vicini e ai cittadini torinesi curiosi di scoprire come vivono i loro concittadini islamici la propria religione in città. L'afflusso è stato importante, al Centro Taiba di via Chivasso forse in mille, alla Moschea della Pace a Porta Palazzo almeno trecento persone... L'iniziativa era in tutta la città, praticamente in quasi tutti i centri islamici, dalla Moschea Mohammed VI vicina a Piazza Bengasi, alla Mekka di Barriera di Milano.
Le domande che i visitatori hanno rivolto agli imam o ai giovani impegnati nel movimento dei Giovani musulmani purtroppo vertevano principalmente sulla violenza, come se fosse il dato saliente di una religione tra le più importanti al mondo e da vari anni anche in Italia. 
Per fortuna, la festa che è seguita, così come le equilibrate risposte dei nostri concittadini musulmani, hanno aperto una finestra inconsueta sulla possibilità di vivere serenamente la nostra città nelle diversità di opinione, religione, cultura...
Consumando insieme l'IFTAR, la colazione che interrompe il digiuno del Ramadan, musulmani e non musulmani torinesi hanno sperimentato una bellissima, allegra, quasi spensierata convivenza. Quella che poi, ogni giorno viviamo naturalmente, senza neppure rendercene conto.

Ecco alcune foto della Festa di Corso Giulio Cesare 6, Moschea della Pace, associazione AFAQ!

Djamalfna a Torino, corso Giulio Cesare Moschea della Pace


domenica 7 aprile 2013

Torino è Casablanca

Il mio ultimo libro: Torino è Casablanca, ed. ANANKE Torino 2012

Torino, città accogliente? Il 15% dei residenti in città sono stranieri.
In particolare, la comunità marocchina di Torino è la prima d'Italia.
Come vivono, cosa pensano questi torinesi nati nel Regno del Marocco?
Com'è cambiata la città nell'incontro con la cultura araba e berbera?
Emanuele Maspoli offre ai lettori un affresco della Torino marocchina. Si potrà dunque visitare il capoluogo piemontese con uno sguardo particolare e intravvedere, nel racconto dei marocchini torinesi, il possibile futuro della città intera. Una città dove bere un tè alla menta o il caffè d'orzo è la stessa cosa, dove mangiare carne halal e pregare in moschea è normale. Una città che nel suo cuore pulsante, Porta Palazzo, s'apre al mondo intero.

Il libro è disponibile al prezzo scontato di 10,00 euro durante le passeggiate nella Torino marocchina organizzate dall'associazione Bizzeffe e da Portamiapalazzo. Potete anche chiederlo al Bed and breakfast Casablanca di via Carlo Noè 4 a Torino.

RISTORANTI E GASTRONOMIE


Nonostante la comunità marocchina di Torino sia radicata e numerosa, non è facile trovare buoni ristoranti marocchini in città, mentre molto diffusa è l'offerta di piatti tradizionali nei numerosi kebab e gastronomie sparsi un po' in tutto il territorio. 

In periodo di Ramadan sono proprio queste gastronomie ad offrire ottime 'colazioni' di rottura del digiuno che possono trasformarsi in appetitose cene molto nutrienti e gustose: harira, msmen, datteri e uova, shebakia, bat-but e baghrir, pesce fritto e frullati di frutta, tè alla menta.... 

NOSTALGIA

La selezione che proponiamo qui di seguito è purtroppo soggetta a repentini cambiamenti. 
Così succede che a Torino il miglior ristorante e la migliore gastronomia marocchini siano state sostituite da gestioni senegalesi...
E' quanto successo alla Gastronomia di Fatima a San Salvario, quartiere ancora piuttosto difficile di Torino, dove però ha preso piede da tempo una vita serale e notturna orientata anche all''etnico', ma soprattutto all'alcolico... Accanto alla sinagoga un po' discosta dalla movida del quartiere fino a qualche mese fa c'era appunto Fatima con la buonissima Gastronomia Casa Vostra di via Sant'Anselmo 9/F: ha ceduto l'attività ed ora la signora bidawyya (di Casablanca) lavora in una panetteria. Attendiamo comunque  fiduciosi che riapra una gastronomia o ristorante! Ci mancano moltissimo le sue cene a buffet con quanto di meglio può offrire la cucina marocchina, con un'attenzione particolare (e inconsueta) alle verdure!

Ma non è finita qui: il problema sembra persistere e così pure l'unico vero ristorante con ambiente completamente marocchino e una delle cucine più curate della città ha ceduto ad una simpatica signora senegalese, che pur continua ad offrire ancora cucina marocchina e insieme senegalese.
La bella sala del Marrakech
Al Ristorante Marrakech (0110688678) di via Montanaro 27 angolo via Feletto, nel cuore africano di Barriera di Milano sentiamo moltissimo la mancanza dei deliziosi coniugi Fatiha e Ahmed, dei gustosi piatti tradizionali preparati al momento per cui era necessario armarsi di pazienza, ma non era difficile, nella quiete accogliente del loro bellissimo ristorante... Ci mancherà il loro Za3luk, di melanzane, carote, zucchine o verza, insieme al Msmn (pane frittella) farcito di patata o verdure miste. E ancora non sappiamo come fare a meno della fantastica Pastela di pesce (Bstila dial Hud), la leggerissima sfoglia ripiena, tradizionalmente di carne di piccione o più modernamente di pollo. E sognamo ancora l'ottima pasticceria della casa: le Shebbakia o i Ka3b l-Ghazel, i corni di gazzella di pasta di mandorle...
Per fortuna da pochi giorni c'è però un nuovo ristorante marocchino in zona Centro-Porta Palazzo, corso XI febbraio 6/b: è l'Arabo Mogador, di Yassine, Abdrahim e Lamia ed offre tutte le specialità marocchine in un'atmosfera semplice e accogliente, con l'estrema gentilezza e ospitalità tipiche della cultura marocchina.


sabato 6 aprile 2013

SHISHA'S CAFE'

Il narghilè è una pipa ad acqua, che consente al fumo di raffreddarsi prima di giungere alla bocca del fumatore. Viene più frequentemente chiamato šīša  o shisha, termine adottato in gran parte dei paesi arabi. Il fumo è prodotto da un insieme di foglie di tabacco impregnato di melassa che è tenuto sotto un foglietto di alluminio opportunamente forato su cui è poggiata una brace di carbone. Quando il fumo viene aspirato risulta essere quindi relativamente più fresco e vagamente depurato. Esistono altre alternative, ad esempio degli speciali minerali in grado di assorbire la melassa da utilizzare come alternativa al tabacco, quindi senza nicotina.


Il narghilè si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo e a Torino in particolare aprono spesso nuovi locali dove è possibile sosrseggiare del buon tè fumando soli o meglio in compagnia la shisha.

venerdì 5 aprile 2013

IL PANE A TORINO SI CHIAMA KHUBZ


Come ogni Ramadan le pazienti e tenaci Donne del pane invadono pacificamente Porta Palazzo.


LE DONNE DEL PANE

Durante il mattino di mercato, lo stesso s'apre agli acquirenti con drappelli di donne armate di carrello e banchetto improvvisato, carico di pane normalissimo, pagnotte del tipo tartaruga, ma anche più invitanti pani tipici, Msmen, Baghrir, Bat But e pane arabo in genere. Si mescolano ai signori della menta, lungo corso Regina Margherita e aprono allegramente il già vivacissimo mercato di frutta e verdura.
Ma questo avviene tutti i giorni di tutti i mesi dell'anno e solo a volte capita di vedere spazi desolatamente vuoti per il passaggio di qualche rappresentante di forze dell'ordine che non gradisce la loro presenza.
Ramadan 2014 nel primo pomeriggio a Porta Palazzo quando il mercato è già finito...
Il mese del Ramadan è invece speciale: anche dopo il mercato e fino a tardi, quasi fino all'ultimo minuto prima dell'Iftar, la colazione dopo il tramonto, le Donne del Pane si sistemano lungo il primo tratto di corso Giulio Cesare alla fine di Piazza della Repubblica e inscenano un ordinato mercatino.

Non si vieta la vita...
Qualcuna di loro è proprio brava, bisogna certamente provare uno dei loro pani! E se poi si ha proprio voglia d'mmergersi in questo Marocco torinese, c'è anche il venditore di Lben fatto con il miglior latte di fattoria...
Torino Khouribga, siamo in Italia, un'Italia che cambia e s'apre al mondo, anche così.
Porta Palazzo, un pomeriggio di Ramadan  (2013)

 

giovedì 4 aprile 2013

INCONTRI DI CULTURE

La preghiera di fine Ramadan a Torino

Torino è città plurale, esempio di buone pratiche e di civiltà. Il 6 luglio è in festa con le migliaia di concittadini di religione musulmana.

Erano almeno 15-20.000 alla preghiera collettiva dell'Aid Fitr, chiusura del mese di Ramadan e del digiuno. Con loro la neo sindaca Chiara Appendino che ha confermato in un importante discorso le politiche che hanno contribuito a rendere negli anni Torino città dell'accoglienza e della convivenza civile. Non potevano mancare le riflessioni sulla violenza che imperversa e contribuisce a creare un clima di paura e incomprensione reciproca, di cui sono proprio i concittadini musulmani le prime vittime. In un mondo che sfugge al controllo della ragione, Torino resiste.

Aid Mubarak Said!